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   Home > Pro Loco > Libro su Acquarica
  Introduzione  
Capitolo I Capitolo II Capitolo III
Capitolo IV Capitolo V Capitolo VI
Capitolo VII Capitolo VIII Capitolo IX
Capitolo X Capitolo XI Capitolo XII
  Ringraziamenti  

CAPITOLO III



(...)

I "pagliari"

(...)
I "pagliari" salentini, generalmente, sono a forma di tronco di cono e hanno il diametro di base minore dell'altezza, ma ve ne sono, anche, a tronco di piramide, molto più grandi e imponenti e, alcuni, hanno addossate piccole stalle a tetti, costruite anch'esse a secco e adibite al deposito di paglia e fieno. Le costruzioni sono formate esclusivamente da pietre irregolari, scelte nella forma per poterle incastrare le une alle altre e farle reggere senza ausilio di leganti. Sulle fondamenta iniziano, a base larga e, salendo, degradano dolcemente verso l'interno e culminano con una copertura di pietre, quasi piatta, magistralmente intersecate tra loro. La cupola, dalla parte esterna, è coperta di tufo e pietrame.
(...)

     

(...)

Gli ulivi

Belli, maestosi, possenti; hanno la stessa stabilità dei vecchi saggi: incutono sicurezza, tranquillità, protezione. Fissi per la loro mole, niente li smuove: né vento, ne bufere; solo le foglioline, piegandosi, creano un armonico e ondulato movimento argentato. Attraverso la loro lunga vita,......anni,......secoli, si sono trasformati più volte e, ognuno ha acquisito caratteristiche uniche: non ve ne sono due simili. Attraverso il loro aspetto raccontano la loro lunga storia: nati alberelli anonimi, crescendo, si sono ingigantiti, ispessiti, moltiplicati. Sul loro tronco originariamente diritto e liscio, si sono formati nodi, rigonfiamenti, feritoie; canali come passaggi, nicchie e grosse cavità dove gli animali si nascondono o si annidano; spaccature enormi come capanne dove anche l'uomo si può riparare dalla pioggia. Alcuni, ripiegati su se stessi formano veri e propri sedili, protetti dalla loro stessa chioma, altri stroncati, chissà quando, hanno acquisito forme strane, ma ugualmente belle e significative. (...)

Antonietta Abate

   

(...)

L' acqua

In passato la nostra zona era ricca di corsi d'acqua, tra i quali il più importante per capacità e lunghezza era il Theutra; infatti già Strabone, nella sua Geografia, al libro VI, basandosi sulla testimonianza di molti geografi più antichi, (...)
Il pozzo più importante, perché antichissimo era il pozzo "Casale" che si trovava nel largo Pozzo dove oggi sorge il "Monumento ai caduti in guerra" e demolito negli anni 20/30 del secolo scorso.
(...)

   


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